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IL RE DEI TORNEI

Ecco un estratto di un bell’articolo di Gianfranco Malafarina del numero 54 di Alumina

CODICI

LE IMPRESE DI JACQUES DE LALAING

Gianfranco Malafarina

 

Nei fogli di uno splendido manoscritto miniato, il cavaliere vallone Jacques de Lalaing percorre l’Europa di corte in corte sfidando i suoi pari in giostre spettacolari e tornei mozzafiato, ultimo scenario di un’epoca di virtù guerresche giunta ormai al suo malinconico crepuscolo. Alle imprese di questo imbattibile fuoriclasse del duello all’arma bianca è dedicato il Livre des faits du bon chevalier Jacques de Lalaing: un volume scritto dal più celebre cronista della corte borgognona, Jean Le Fèvre de Saint-Remy, transitato lo scorso anno sugli scaffali della libreria antiquaria di Jörn Günther e acquisito qualche mese fa dal Getty Museum di Los Angeles per onorare dopo il pensionamento la carriera di Thomas Kren. Nato nel 1421 da una nobile famiglia dell’Hainaut, Jacques, secondo l’uso del tempo in Borgogna, riceve una raffinata educazione umanistica e letteraria, ma fin da bambino manifesta una spiccata predilezione per lo sport, addestrandosi alle arti marziali sotto i migliori istruttori del ducato e sfoggiando ancora ragazzo doti di ardimento e sprezzo del pericolo tanto eccezionali da attirare l’attenzione di Filippo il Buono, che lo prende al suo servizio e lo nomina cavaliere. Dopo essersi distinto il 22 novembre 1443 nell’assalto portato dalle truppe di Filippo il Buono alla città di Lussemburgo, due anni dopo partecipa, battendo tutti i concorrenti, al più importante torneo dell’epoca, organizzato a Nancy con la partecipazione di equipaggi inviati dal re di Francia Carlo VII, da Alfonso V d’Aragona e dalle principali famiglie aristocratiche francesi. Da questo momento la sua escalation ai vertici della chevalerie è inarrestabile. Ma il destino è in agguato. Il 3 luglio del 1453, mentre combatte al fianco di Filippo il Buono per sedare la rivolta di Gand, Jacques de Lalaing viene colpito da una palla di cannone durante l’assedio del castello di Poeke e muore sul colpo.

 

Alumina 54

Abbiamo pubblicato il numero 54 di  Alumina  in cui troverete la storia di Giovanni Belbello miniatore di Pavia, le più importanti mostre europee dell’ars illuminandi e la descrizione  di uno splendido manoscritto miniato del Getty Museum con articoli di Gianfranco Malafarina, Daniele Guernelli, Stella Panayotova, Jofefina Planas e Inés Padrosa, Claudia Fabian, Fabrizio Lollini.

 

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Alumina 53

Abbiamo pubblicato il numero 53 di  Alumina che riporta molti articoli interessanti di Annalisa Bellerio, Gianfranco Malafarina, Daniele Guernelli Elena De laurentiis, Dieter Roschel, ma sicuramente quello da segnalare è Ricordi di Scuola di Maria Rosaria Manunta e Giovanni Saccani in cui si descrive il rapporto tra due personaggi storici del XVI secolo, il giovane Ludovico Maria Sforza e il suo maestro Francesco Filelfo, attraverso il quadernetto di appunti in cui lo Sforza annotava le lezioni del maestro. Il quadernetto è oggi considerato un capolavoro della miniatura che rivive in una edizione facsimilare pubblicata da Nova Charta.

 

L’editoriale di Alumina 53

Anticipiamo l’uscita del numero 53 di Alumina con questo bell’editoriale di Gianfranco Malafarina su Umberto Eco e i facsimil:

Capita a tutti, prima o poi, di interrogarsi sulle proprie “sliding doors”, ovvero di chiedersi che cosa ne sarebbe stato dei nostri incontri se avessimo imboccato altre strade, quali conoscenze, amori e amicizie ci avrebbero accompagnato nel corso del tempo, e quale destino parallelo avremmo vissuto azionando diversamente una delle tante “porte scorrevoli” della nostra vita.

Fatto sta che spostando in un certo modo la mia, di porta scorrevole, a un certo punto ho avuto la fortuna e il privilegio di incrociare Umberto Eco, condividendo per qualche anno, in alcune sporadiche occasioni, un percorso di apprezzamento e di avvicinamento al mondo del facsimile maturato per me in tempi recenti, mentre per lui era iniziato parecchi anni prima, come amava ricordare citando la propria esperienza di studioso impegnato nell’esame del celebre Book of Kells. Un aneddoto che tutti noi del settore, partecipando alle sue memorabili presentazioni, non mancavamo mai di attendere con impazienza, potendo contare peraltro su immancabili variazioni sul tema di quel suo primo incontro, alla Trinity College Library di Dublino, con un codice miniato la cui consultazione, possibile per motivi di tutela solo al ritmo di due pagine al mese, avrebbe richiesto come minimo venti anni di trasferte nella capitale irlandese.

L’edizione in facsimile di Faksimile Verlag Luzern, come era solito ripetere con un guizzo della sua inconfondibile ironia, gli aveva risparmiato questa defatigante corvée, ma gli aveva anche assicurato la stima e la simpatia di due pionieri del ramo come Urs Düggelin, titolare della casa editrice svizzera, e il suo infaticabile e coltissimo direttore editoriale Manfred Kramer, i quali lo avevano cooptato fin dagli inizi nel comitato scientifico dell’azienda.

Curiosamente, qualche anno fa, sarebbe stato poi lo stesso Eco a presentare all’Accademia di Francia a Roma una nuova, mirabolante edizione delle Très Riches Heures del duca di Berry, realizzata da Franco Cosimo Panini nell’ambito della collana “La Biblioteca Impossibile”: riedizione, a lungo attesa, di una pièce de résistance della casa di Lucerna, da tempo esaurita e fuori diritti. Non ricordo se in quella occasione, che ho avuto l’onore di coordinare, il celebre scrittore fece cenno ancora una volta al Book of Kells. Ma mi preme farlo adesso, con il rimpianto di non poter più ascoltare dalla sua viva voce l’encomio di quel manoscritto, dell’editoria facsimilare e soprattutto dell’intero mondo dell’ars illuminandi. Un mondo che tutti noi abbiamo imparato a conoscere e ad amare anche grazie al suo straordinario magistero culturale.

 

I libri che hanno fatto l’Europa

I libri che hanno fatto l’Europa. Manoscritti latini e romanzi da Carlo Magno all’invenzione della stampa. Roma, Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, fino al 22 luglio 2016

 

In quest’epoca di grandi contraddizioni, caratterizzata dalla crisi economica, dall’instabilità politica, da guerre e flussi migratori, l’Europa si trova a interrogarsi in maniera profonda sulla propria identità culturale. Visioni isolazionistiche dell’Europa si scontrano con altre più ampie e cosmopolite. La complessità della cultura europea, la sua natura non univoca, si riflette nell’ampia pluralità di culture e di libri dai quali è stata trasmessa.

 

Scopo della mostra attualmente in corso presso la Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana è dunque rappresentare materialmente, attraverso alcune opere fondamentali e l’evoluzione stessa della forma-li- bro, dalla riforma carolina alla rivoluzione gutenberghiana, il comune percorso storico-culturale che ha portato dalla cultura e letteratura classico-cristiana e mediolatina alla letteratura e cultura romanza e moderna e quindi alla cultura europea occidentale.

 

I libri-manoscritti presentati in mostra (molti di straordinaria importanza) sono 119, in gran parte della Biblioteca Corsiniana dell’Accademia dei Lincei e in parte in prestito dalle altre grandi Biblioteche pubbliche romane (Angelica, Casanatense, Nazionale, Vallicelliana), oltre che dall’eccezionale collezione della Biblioteca Apostolica Vaticana. Accanto ai manoscritti latini e romanzi, saranno esposti anche  manoscritti greci, arabi ed ebraici, per illustrare le grandi tradizioni che hanno contribuito a formare la cultura europea.

 

L’Accademia dei Lincei, la più antica d’Europa, ha posto la riflessione sull’Europa e sul suo futuro al centro dei propri programmi, con convegni, ricerche e iniziative culturali. La mostra dedicata a “I libri che hanno fatto l’Europa” si colloca in questa prospettiva: porre al centro dell’attenzione la pluralità di libri e culture che hanno formato l’Europa, offrire l’occasione di far conoscere le proprie ricerche e il proprio patrimonio culturale ai giovani e al più ampio pubblico, innanzitutto attraverso i libri che appunto, attraverso i secoli, “hanno fatto l’Europa” e gli Europei così come oggi sono.

 

I manoscritti, gli incunaboli e le cinquecentine vengono presentati attraverso quattro sezioni diacroniche, ulteriormente articolate al loro interno (I. La tradizione classi- co-cristiana: Trivio; Quadrivio; Auctores; Bibbia; I padri fondatori; II. La nuova cultura europea: Diritto; Scienze, enciclopedie e trattati; Libri aristotelici; Agiografia e letteratura didattica; Storiografia, Epica, Romanzo; Lirica; Sacre rappresentazioni e laudari; III. Il primo canone: Dante; Petrarca; Boccaccio; IV. Verso la Modernità). L’esposizione è accompagnata da video, mappe e materiale mediatico che aiuteranno a collocare le opere nel loro contesto e nel loro percorso storico.

 

 

Convegno: Ancora per Aldo Manuzio

Venerdì 8 aprile e sabato 9 aprile 2016 si svolge il convegno Ancora per Aldo Manuzio, ai margini del quinto centenario contributi e ricerche disciplinari nelle due sedi veneziane di Ca’ Bernardo, dipartimento di studi linguistici e culturali comparati (Università di Ca’ Foscari) e del Convento di san Francesco della Vigna.

Al convegno, coordinato da Alessandro Scarsella e patrocinato da Salviamo un Codice e dall’AIB (sezione Veneto), interverranno studiosi delle opere di Aldo Manuzio, docenti delle università di Verona, Perugia, Venezia, Londra che hanno compiuto ricerche su Aldo Manuzio, il suo lavoro di editore e le legature.

Inoltre l’8 aprile si potrà partecipare alla visita della mostra Aldo Manuzio. Il Rinascimento di Venezia alle Gallerie dell’Accademia e il 9 aprile si potrà accedere alla meravigliosa biblioteca del Convento di san Francesco della Vigna guidati dal bibliotecario Rino Sgarbossa dell’Ordine dei Francescani.

Pubblichiamo Programma Ancora per Aldo Manuzio 8 e 9 aprile 2016 Venezia

 

L’ingresso è libero. Per le visite è necessario prenotare in anticipo. La visita alla mostra delle Gallerie dell’Accademia ha un costo di 6 euro da corrispondere all’ingresso.

Per prenotare: ancoraldo.vigna2016@gmail.com

Per informazioni: info@bibliotecasanfrancescodellavigna.it

ancoraldo.vigna2016@gmail.com, alescarsella@unive.it

 

La Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli

Il numero 52 di Alumina raccoglie una serie di articoli dedicati ai codici miniati, alla vita dei più importanti miniatori antichi e moderni, a informazioni sulle mostre più interessanti che si svolgono nel mondo.

 

Abbiamo scelto un articolo da regalare a tutti i nostri lettori: La biblioteca Guarneriana

 

Il sogno di due bibliofili, La Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli
di Angelo Floramo

Accomunati da una indomabile sete di conoscenza e dal tarlo della bibliofilia, il chierico Guarnerio d’Artegna, nel primo Quattrocento, e monsignor Giusto Fontanini, tra Sei e Settecento, sono all’origine di un patrimonio librario unico al mondo, confluito tra i pregevoli scaffali lignei di una fra le prime biblioteche pubbliche d’Europa