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Quaderni di Restauro

Propizio confronto. Esemplari di scienza nelle collezioni Medici e Bardi Gualterotti

Il 25 maggio alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze  si inaugura la mostra Propizio confronto. Esemplari di scienza nelle collezioni Medici e Bardi Gualterotti che propone il confronto tra due straordinarie collezioni che testimoniano la continuità della tradizione scientifica toscana.

Nella Tribuna D’Elci a fianco dei preziosi manoscritti medicei sono esposti oggetti appartenenti all’antica famiglia fiorentina Bardi che rivestì un ruolo importante nella cultura scientifica fiorentina, soprattutto fu Girolamo Bardi Gualterotti che ricoprì la carica di direttore dell’Imperial Regio museo di fisica e storia naturale fiorentino e fu anche responsabile della Guardaroba Medicea.

Tra le opere esposte vi sono i codici miniati di farmacopea della Biblioteca Medice Laurenziana, il Globo celeste di Matthaus Greuter del XVII secolo e il Manoscritto Tolemaico nella traduzione latina.

La mostra è aperta dal 26 maggio al 22 giugno 2017

Orari: lunedì – venerdì dalle 9.30 alle 13.30

World Arctic Archive

E se capitasse una calamità naturale tale da distruggere completamente la terra o una guerra atomica disintegrasse qualsiasi forma di vita e di civiltà?

Ci hanno pensato già scienziati e genetisti con il Global Seed Vault, il deposito globale di sementi che si trova nelle isole Svalbard in Norvegia e ha la funzione di fornire una rete di sicurezza contro la perdita botanica accidentale del “patrimonio genetico tradizionale” delle sementi.

 

Analogamente si è pensato ad un deposito che contenga tutto il saper dell’umanità e così è stato edificata, sulla stessa isola norvegese, una biblioteca “bunker”, il World Arctic Archive, all’interno di una miniera di carbone abbandonata, che ha lo scopo di custodire tutti i libri del mondo in versione digitalizzata salvando, così, tutto ciò che essere umano abbia scritto nel corso dei secoli.

Un progetto ambizioso, non c’è che dire, e assicura Katrine Loen Thomsen, la portavoce dell’azienda tecnologica Piql che si occuperà di tutto il lavoro di digitalizzazione “Crediamo di poter conservare i dati con in nostri strumenti per almeno un millennio”.

L’azienda sta memorizzando tutti i dati che riceve da ogni parte del globo sia online sia su speciali bobine di pellicola. Il contenuto viene trasformato in codice binario, e questo permette di archiviare una quantità enorme di dati in pochissimo spazio. Il terreno, perennemente ghiacciato, mantiene le temperature proprio intorno a quella di congelamento: il clima ideale per la conservazione della pellicola.

Bella iniziativa che speriamo, un giorno, possa essere utilizzata da tutti e non solo dai sopravvissuti a qualche disastro nucleare.

 

 

 

Tesori inesplorati

Le biblioteche dell’Università di Firenze in mostra

Fino al 23 giugno 2017 alla Biblioteca Medicea Laurenziana

 

 

Papiri, manoscritti, antichi esemplari a stampa, carte geografiche, disegni, incisioni, acquerelli sono i protagonisti di una splendida mostra che a Firenze, nelle sale della Biblioteca Medicea Laurenziana, intende offrire al visitatore, grazie a una settantina di opere accuratamente selezionate, una ideale panoramica dello straordinario patrimonio bibliografico-documentale dell’Università di Firenze.

 

Il valore scientifico-culturale e la bellezza anche iconografica dei “tesori” selezionati diventano così la porta di accesso a un giacimento culturale che con i suoi quattro milioni di “pezzi” risulta sicuramente uno dei più ricchi, pregevoli e significativi del mondo accademico non solo italiano ma internazionale. Sei le sezioni: Il corpo umano e la sua cura; Le scienze naturali dal Medioevo all’età moderna; Alle origini del diritto; Tecnologie in evoluzione; Firenze, il Mediterraneo e l’Oriente; Il Novecento. Temi che si intrecciano rinviando alla storia del fiorentino Istituto di Studi Superiori nato nel 1859, a quella dell’Ateneo e della città di Firenze, con l’intento di contribuire alla “terza missione” dell’Università: aprirsi alla cittadinanza creando percorsi di conoscenza.

 

Ampio l’arco delle discipline rappresentate: dai papiri intesi come riflesso delle antiche civiltà del Mediterraneo a un prezioso codice erbario tardo-medioevale con miniature a piena pagina; dalle principali fonti del diritto tra Medioevo ed età moderna a testi di agronomia e scienze forestali; dalle prime classificazioni botaniche e zoologiche frutto delle esplorazioni di territori sconosciuti alla trattatistica architettonica e militare del Cinque-Seicento; per finire con testi e autografi moderni e contemporanei come i temi scritti nel 1911 da Dino Campana per un concorso all’insegnamento della lingua francese, le dediche autografe di Giuseppe Ungaretti e Eugenio Montale ad Aldo Palazzeschi, e alcune prestigiose riviste del primo Novecento.

La mostra, cui hanno prestato le proprie cure la direttrice della Biblioteca Medicea Laurenziana Ida Giovanna Rao, il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei, il presidente del comitato scientifico Stefano Zamponi e il curatore del catalogo Stefano Mazzoni, è arricchita da supporti multimediali che delineano ulteriori percorsi e consentono di approfondire i contenuti delle opere in mostra.

 

Un touch-screen e uno sfogliatore permettono inoltre di consultare esemplari preziosi, emblematici della ricchezza delle collezioni delle cinque biblioteche dell’Università di Firenze: Biomedica, di Scienze, di Scienze sociali, di Scienze tecnologiche e Umanistica. Una mostra virtuale, accessibile da www.sba.unifi.it, il portale del sistema bibliotecario dell’Università di Firenze, si affianca all’esposizione e sarà consultabile in modo permanente.

 

 

 

Alumina 57

In questo numero molti sono gli articoli interessanti scritti dai nostri collaboratori: Ulrike Bauer-Eberhardt, Gianfranco Malafarina, Yvonne Szafran, Bryan C. Keene, Davide Gasparotto, Lia Cesareo; ve ne segnaliamo uno di Daniele Guernelli su un celebre e avveduto collezionista, Henry Yates Thompson, e uno di Amedeo Serra Desfilis su un antico atlante realizzato da Battista Agnese per l’imperatore Carlo V.

 

La bellezza nei libri

La bellezza nei libri 

Cultura e devozione nei codici miniati della Biblioteca Universitaria di Padova

 

All’Oratorio di San Rocco a Padova Venerdì 7 aprile 2017 alle ore 18 si inaugura l’esposizione di una selezione di manoscritti medievali di particolare interesse culturale storico-artistica realizzati tra il XII e XVI secolo, scritti e miniati in Italia e in Europa.

Libri antichi di studio, devozione e scienza illustrati con pitture ora eleganti e raffinate, ora più ingenue e popolari, ma sempre sorprendenti per la loro fantasia. Inoltre, alcuni manoscritti si rivelano di pregio non solo nell’ornato, ma anche nella qualità della pergamena e nel nitore della scrittura.

In occasione della mostra è previsto un ciclo di incontri della Biblioteca Universitaria di Padova, via San Biagio 7:

19 aprile, ore 17.00 – Federica Toniolo La bellezza nei libri. Cultura e devozione nei manoscritti miniati della Biblioteca Universitaria di Padova

26 aprile, ore 17.00 Alfio Catalano Giovanni Cassiano, l’autore e le opere – Chiara Ponchia Il manoscritto delle opere di Giovanni Cassiano della Biblioteca Universitaria di Padova

3 maggio, ore 17.00 Laura Zabeo I primi manoscritti all’antica tra Padova e Venezia Informazioni

La Mostra è a cura di: Federica Toniolo (Docente di Storia della Miniatura presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Padova); Nicoletta Giovè (Docente di Paleografia latina presso il Dipartimento di Storia dell’Università di Padova); Leonardo Granata, Chiara Ponchia (Ricercatrice presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Padova), Pietro Gnan e Lavinia Prosdocimi (Biblioteca Universitaria di Padova)

Ingresso libero

Orario: 9.30-12.30 e 15.30-19,

lunedì chiuso, aperto Pasqua e Pasquetta

Settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche Tel. 049 8204547-4588

 

La mostra sarà aperta fino al 7 maggio 2017

Ludovico il Moro a scuola di retorica

Venerdì 3 marzo a Torino, nella splendida cornice di Palazzo Madama, è stato presentato alla stampa il restauro del Codice Sforza, un’opera unica impreziosita da raffinate miniature. L’intervento è stato reso possibile grazie all’impegno della casa editrice Nova Charta diretta da Vittoria de Buzzaccarini, che ha anche pubblicato il saggio sull’intervento di restauro, Pagine di scuola a cura di Giovanni Saccani*, e il facsimile dell’opera in copie limitate. All’incontro sono intervenuti numerosi giornalisti e i relatori Guido Curto, direttore di Palazzo Madama, 
Giovanni Saccani, direttore della Biblioteca Reale di Torino,
Cristina Maritano, conservatore di Palazzo Madama e curatrice della mostra Emanuele d’Azeglio. Il collezionismo come passione, Paolo Crisostomi, restauratore,
Gianfranco Malafarina, direttore di Alumina, Nova Charta editore.

L’originale del Codice Sforza, conservato presso la Biblioteca Reale, è stato esposto fino al 6 marzo a Palazzo Madama, nell’ambito della mostra Emanuele d’Azeglio. Il collezionismo come passione. Fu infatti il d’Azeglio che nel 1860 acquistò l’opera a Londra, la fece riprodurre fotograficamente da Camille Silvy e in seguito, nel 1863, la vendette alla Biblioteca Reale. Si tratta di un prezioso quadernetto membranaceo, scritto a Cremona il 27 novembre del 1467 sotto la guida del maestro Francesco Filelfo (1389-1487) da Ludovico Maria Sforza, noto come Ludovico il Moro. Una sorta di “compito in classe”, un commento alla Rhetorica ad Herennium con notazioni grammaticali, letterarie e storiche; un’esercitazione con la quale il futuro signore di Milano dimostra alla madre Bianca Maria Sforza i suoi progressi negli studi. Un testo analizzato e studiato in profondità dal professor Alessandro Vitale Brovarone, docente di filologia e linguistica romanza all’Università di Torino. Il codice è una rara testimonianza della solida e articolata formazione culturale che riceveva un giovane principe e che era affidata a un precettore di indiscussa fama e preparazione.

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Alumina 56

Nel numero 56 pubblichiamo la seconda parte della storia del miniatore francese Vincent Raymond scritto da Elena De Laurentiis, i tesori della biblioteca del monastero boemo di Strahov di Daniele Guernelli, la notizia di un codice restaurato e restituito alla Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei di Tito Saffiotti e inoltre bellissimi articoli di Josefina Planas, Annalisa Bellerio e Gianfranco Malafarina