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Per comunicare con noi

 

Buongiorno a tutti

a causa di un problema tecnico alle nostre linee telefoniche che ci auguriamo sarà ripristinato il più brevemente possibile, saremo reperibili a questo numero:

348 4466443

049 657574

 

Grazie!

 

Il numero 37 di Alumina

Alumina. Pagine miniate è la rivista della casa editrice Nova Charta che, con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, si occupa dell’iniziativa Salviamo un codice che è in costante evoluzione e sviluppa ogni anno nuovi progetti editoriali per il recupero e il restauro del patrimonio librario nazionale.

Alumina, dunque, è il punto di origine di questa iniziativa e, sempre attenta ai cambiamenti, quest’anno ha deciso di aggiornare la sua veste grafica modificando la propria copertina.

A noi di Salviamo un codice fa piacere presentare Alumina nel suo aspetto rinnovato:

 

 

 

Il restauro delle legature coeve dal fondo camaldolese della Rilliana

 

 

Salviamo una Biblioteca è il nuovo progetto che la nostra casa editrice propone a tutti gli interessati. Si tratta ancora una volta di salvare e di recuperare i testi appartenenti agli scaffali di una intera biblioteca scelta tra quelle che ne fanno richiesta.

Riportiamo qui un brano tratto dal numero 119 di Charta, scritto da Alessandro Scarsella, che ci dà notizie sulla Biblioteca Rilliana di Poppi e sul fondo camaldolese che è in procinto di essere restaurato.

 

Il Millenario della fondazione dell’eremo di Camaldoli sarà celebrato nel corso del 2012 con manifestazioni culturali e di ricerca di assoluta eccellenza. Culminando nei due convegni internazionali di studi storici 31 maggio-2 giugno 2012 : “Camaldoli e l’Ordine Camaldolese dalle origini alla fine del XV secolo” e 30 maggio – 1 giugno 2013: “Camaldoli e l’Ordine Camaldolese dal XVI al XX secolo”, l’inziativa toccherà le sedi di Firenze, Venezia, Roma, Ravenna ma anche Fabriano, Arezzo, Sansepolcro e Poppi, lungo la Via Sancti Romualdi e sul percorso della spiritualità e della tradizione camaldolese, irradiatasi dall’inizio dell’anno 1000 lasciando il segno luoghi di culto venerabili e in raccolte librarie sparse nei territori toccati dalla “piccola regola di San Romualdo”.

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Biblioteca chiusa per degrado!

 

 

La Biblioteca dei Girolamini di Napoli è una delle biblioteche storiche più importati d’Italia e conserva 150 mila manoscritti e libri antichi che fanno parte ormai del patrimonio librario mondiale. Fu aperta al pubblico nel 1586 e fu la biblioteca che Gian Battista Vico frequentava durante le molteplici ore di studio.

Una biblioteca dunque il cui contenuto è considerato assolutamente e indiscutibilmente prezioso.

Dal 1980 inizia il declino: l’edificio viene usato come luogo di ospitalità per gli sfollati del terremoto e da quel momento comincia a svanire dal panorama culturale, anche per gli stessi intellettuali e studiosi napoletani che la eliminano, sebbene involontariamente, dal novero delle biblioteche dedicate all’approfondimento e alla ricerca.

Il degrado e l’abbandono hanno portato oggi a decidere di chiuderla per riordino e manutenzione e il direttore Marino Massimo Caro ha denunciato alla Procura della Repubblica la scomparsa di millecinquecento libri.

A prescindere dai trascorsi del direttore di cui potete leggere qui i dubbi in un appello indirizzato al Ministro Lorenzo Ornaghi firmato da circa cinquecento intellettuali italiani, abbiamo voluto mettere in evidenza una notizia che affligge molte delle nostre biblioteche e cioè la scarsa attenzione a un patrimonio culturale e a beni così delicati e preziosi che spesso, proprio perchè ne siamo detentori, vengono messi da parte o dati per scontati.

La nostra speranza è che, non solo, si usino le competenze di cui il nostro Paese è ricco, ma anche che si usi la massima cura nei confronti di luoghi che racchiudono la nostra memoria storica.

 

La Morgan Library di New York

Un gioiellino al centro di Manhattan la Morgan Library, costruita nel 1906 per contenere la biblioteca privata del finanziere Pierpont Morgan composta da manoscritti, libri a stampa, da stampe e disegni. Venne trasformata in museo nel 1924 e aperta al pubblico.

La collezione di codici contiene una importante Morgan Bible cioè una bibbia miniata di epoca medievale di 43 fogli chiamata anche la Bibbia di Luigi IX, o il Libro dei Re.

Inoltre vi sono manoscritti originali di autori che hanno fatto la storia: sir Walter Scott, Honoré de Balzac e un’ampia collezione di incunabola, stampe e disegni: Leonardo, Michelangelo, Rubens, Rembrandt, Picasso e tre Bibbie di Gutenberg. E poi altre meraviglie come ad esempio il taccuino di Percy Bysshe Shelley, il manoscritto di A Christmas Carol di Charles Dickens, alcuni libretti di opere annotati da Beethoven, Brahms, Chopin, Mahler e Verdi e molti spartiti.

Nel tempo l’edificio dei primi del Novecento ha ampliato la sua struttura affidando il progetto a Renzo Piano che ha apportato delle interessanti novità, come ad esempio il tetto della sala di lettura costruito in vetro per rendere possibile la lettura dei manoscritti alla luce naturale.

 

Segnaliamo il link del sito dove potrete trovare tutte le informazioni sulle mostre:

http://www.themorgan.org/home.asp

 

 

 

Codici a corte

 

Un Volume sul Patrimonio della Palatina

Il 150° anniversario dell’Unità d’Italia si è concluso a dicembre, ma le parole con cui il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto dare avvio alle celebrazioni restano e resteranno attuali ancora a lungo. Parlando della “confluenza di diverse visioni” alla base del processo unitario, infatti, la massima autorità dello Stato sembra essersi richiamata, tra l’altro, anche alla straordinaria ricchezza e varietà del nostro patrimonio librario, a cui le numerose iniziative fiorite lo scorso anno hanno dato particolare rilievo. Tra queste, la mostra “Libri a corte” con cui la Biblioteca Palatina di Parma ha voluto fornire una testimonianza della sensibilità culturale dei Signori della città e nel contempo offrire uno spaccato altamente significativo dell’atmosfera davvero europea diffusa entro gli esigui confini del Ducato. Ora il filo conduttore realmente “internazionale” che unisce le diverse casate avvicendatesi al governo della città, si ritrova in un volume che, per le cure attente e amorevoli di Andrea De Pasquale, ripropone i pezzi più importanti della prestigiosa istituzione, ricca di manoscritti di argomento storico, letterario e scientifico, di magnifici codici liturgici e devozionali e di incunaboli e libri a stampa di assoluta rarità, nonché di una collezione di raffinate legature sette-ottocentesche.

Michael, una guida esperta

Michael è l’acronimo di Multilingual Inventory of Culturale Heritage in Europe e indica il nuovo motore di ricerca che consente all’utente di consultare online  le collezioni digitali di musei, le posizioni geografichedelle soprintendenze o degli archivi, i tesori delle biblioteche e le informazioni delle maggiori istituzioni culturali italiane e straniere.

Michael contiene una banca dati di più di duemila istituzioni e quattromila collezioni digitali in cui chiunque, dall’appassionato collezionista allo studioso di codici miniati, può sbizzarrirsi in ricerche più o meno complesse e rappresenta una guida basilare per chi volesse esplorare il patrimonio culturale librario italiano.

Vi segnaliamo il sito nella sezione che si occupa del nostro territorio: Michael Italia

www.michael-culture.it