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Quaderni di Restauro

Antichi Erbari della Biblioteca di Trento

Castello di Stenico (Trento), fino al 16 ottobre 2016

 

Avvisiamo tutti quelli che ancora non avessero acquistato Alumina 54 che mancano pochi giorni alla chiusura di una mostra che vale la pena di vistare: nella magnifica cornice di Castel Stenico, posto a dominio delle Giudicarie, rari e preziosi volumi di carattere botanico, scalati in un arco di tempo che va dal XV al XVIII secolo, offrono infatti l’occasione di scoprire tesori unici, decorati a mano da miniatori provetti oppure illustrati da xilografie e incisioni su rame di grande pregio artistico.

Opere straordinarie che hanno tramandato fino a oggi antichi saperi e utili nozioni su piante e fiori tuttora in uso a scopo fitoterapico oppure ormai del tutto dimenticati.

Del resto, alcuni tra i più bei codici miniati del Quattrocento e del Cinquecento, oggi conservati presso le più importanti biblioteche europee, sono passati, almeno per qualche tempo, tra le mani dei principi vescovi di Trento, come ad esempio il celebre Tacuinum Sanitatis della fine del Trecento, oggi alla Österreichische Nationalbibliothek di Vienna, appartenuto al vescovo Giorgio di Lichtenstein.

Un’opera le cui splendide miniature, realizzate in ambiente veronese, si collocano chiaramente nell’ambito di quel gotico internazionale manifestatosi a Trento nel ciclo dei Mesi affrescato nella Torre dell’Aquila dal maestro Venceslao di Boemia. Presente in mostra è anche l’Erbario di Trento (esposto nell’edizione in facsimile di Priuli & Verlucca Editori), un prezioso manoscritto della seconda metà del Quattrocento, che raccoglie tavole con illustrazioni di piante officinali e medicinali corredate da spiegazioni sul loro impiego a scopo terapeutico. Si possono così ammirare le raffigurazioni di piante note e meno note disegnate e colorate ad acquarello, scoprire bizzarre formule magiche e cabalistiche, leggere citazioni evangeliche e preghiere, mentre piante e animali vengono talvolta citati con nomi di fantasia e con etimologie assurde e ingenue.

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