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Quaderni di Restauro

Facsimili

Nell’ambito di Salviamo un codice, Nova Charta pubblica pregiate edizioni facsimilari, in tiratura limitata, di alcuni dei codici restaurati, la cui commercializzazione contribuisce a finanziare ulteriori interventi di recupero contribuendo così al mantenimento e alla conservazione del patrimonio librario italiano.

Pubblichiamo un breve filmato che illustra i codici che finora sono stati restaurati grazie a Salviamo un Codice e a tutti coloro che hanno contribuito e partecipato a questo progetto.

 

 

 

LE EDIZIONI FACSIMILARI

 

Per informazioni e acquisti potete rivolgervi ai nostri uffici di Venezia al numero 041 5211204 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00. Siamo a vostra disposizione.

 

Taccuino di viaggio di Vincenzo Scamozzi
Vicenza, Musei Civici, Gabinetto dei Disegni e Stampe

 

 

 

Il facsimile riproduce in ogni dettaglio lo straordinario vademecum tascabile del viaggio compiuto nel 1600 dall’architetto vicentino Vincenzo Scamozzi. Il libretto, di forma stretta e allungata, è composto da 88 fogli minuziosamente annotati sui quali lo Scamozzi riporta le osservazioni e le impressioni ricevute durante il tragitto da Parigi a Venezia, insieme a 15 disegni di architetture di grande raffinatezza e precisione.

Custodito in un elegante cofanetto, è accompagnato da un Quaderno di Restauro contenente la trascrizione completa e commentata del manoscritto, la relazione dell’intervento di restauro effettuato nel 2009 e vari saggi su Vincenzo Scamozzi.

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Cornelis Meyer e Gaspar van Wittel, Modo di far navigabile il fiume Tevere da Perugia a Roma

Roma, Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, 34K 16 (Cors. 1227)

 

Il facsimile riproduce fedelmente uno dei manoscritti più preziosi e interessanti della Biblioteca  dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana di Roma: un album in cui l’ingegnere idraulico Cornelis Meyer, incaricato nel 1675 da papa Clemente X di studiare il modo di rendere navigabile il Tevere, dà conto, in lingua olandese, delle sue ricognizioni lungo il corso del fiume, mentre nella pagina accanto, sopra la trascrizione in italiano, il giovane pittore Gaspar van Wittel, uno dei padri del vedutismo europeo, illustra le zone della campagna umbra e laziale esplorate con il connazionale. Dopo il titolo, uno schizzo del corso del fiume e in fondo all’album altri disegni di diversa mano.

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Libro de le experience che fa el cauterio del fuocho ne corpi umani

Padova, Biblioteca Vincenzo Pinali, Sezione Antica, codice medicale ms. Fazago 2,I,5,28

Il Libro de le experiençe che fa el cauterio del fuocho ne corpi umani, custodito presso la Biblioteca medica “Vincenzo Pinali” di Padova, con un’attribuzione al medico patavino Bartolomeo Squarcialupi, è un trattato medico-chirurgico di singolare interesse, in cui la pratica della cauterizzazione, consistente nell’applicazione di ferri roventi (cauterii) nelle parti affette dalle più varie patologie, viene esposta in un volgare venetizzante che riecheggia altri celebri manoscritti realizzati nella Padova dei Carraresi tra la fine del XIV secolo e gli inizi del XV. Altrettanto rilevante è l’apparato illustrativo dell’opera, in cui l’ignoto autore dichiara la propria adesione alla tradizione pittorica padovana e segnatamente giottesca.

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Il Codice Sforza
Torino, Biblioteca Reale,Varia 75, In Rhetoricam ad Heremnium commentaria, Ms membranaceomm 192×143, cc.8, sec XV (1467)

 

Conosciuto come “Codice Sforza” questo quadernetto fu scritto, come si evince da colophon, a Cremona il 27 novembre 1467 da Ludovico Maria Sforza all’età di 15 anni e 4 mesi. Si tratta di una esercitazione scolastica del giovane principe da presentare a sua madre Bianca Maria Sforza, quale saggio dei suoi progressi negli studi.  Si tratta di un commento con notazioni grammaticali, letterarie e storiche della Rhetorica ad Heremnium di cui, nella biblioteca viscontea di Pavia risultano ben otto esemplari manoscritti, ma che era ancora inedito quando nel 1467 Ludovico vergò il quadernetto in questione sotto la guida del maestro Francesco Filelfo (1398-1487).

 


 

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